Se i tuoi amici non ti sopportano perchè continui a citare frasi tratte da film...sei un MOVIE JUNKIE.
Se il dilemma della giornata è che film guardare o riguardare...sei un MOVIE JUNKIE.
Se metti da parte i soldi per andare al cinema ripetute volte...sei un MOVIE JUNKIE.
Se passi la notte in bianco per guardare gli Oscar..sei un MOVIE JUNKIE.
Se l'unico passo della Bibbia che conosci è Ezechiele 25:17...sei un MOVIE JUNKIE.
Se sei stufo di prestare dvd ma non riesci a farne a meno "per diffondere il buon cinema"....sei un irrecuperabile MOVIE JUNKIE.

giovedì 22 settembre 2016

Il cinema sul viale del tramonto?

Ultimamente mi è successo spesso di sentir dire da alcuni artisti " il cinema non conosce crisi, va tutto a gonfie vele" ma sarà davvero così?

Per chi mi conosce o ha letto qualcuno dei miei articoli sa come la vedo in merito al discorso reboot, sequel e prequel...

Cosa ci sta dando il cinema negli ultimi anni? Reboot, Prequel, Sequel... e poco altro.

Ci sono molte trasposizioni filmiche di romanzi vari, fumetti, cartoni animati in live action... ma di inedito?

Cosa sta succedendo? Dove sono le menti brillanti in grado di creare storie fantastiche?

Dove sono finiti quei cultori del " cinema tutto nuovo" capaci di sorprendere e far provare una miriade di emozioni?

Io vedo una seria mancanza di fantasia, spesso e volentieri anche di talento, sia da parte del cast che da parte degli " addetti ai lavori". Ormai è palese che ci si concentri solo ed esclusivamente sul voler fare cassa. Potrebbe anche non essere un male, i gusti di ognuno si sa sono diversi ma... non so, inizio a vedere Hollywood come un gigantesco baraccone pieno di niente.

Va detto che ogni tanto qualche perla emerge ma, quante sono nel contesto da me descritto poco fa?

Non ho niente contro chi idolatra i film di Fast and Furious, o i film Marvel o DC, giusto per fare un esempio, ma prima o poi anche questa mucca non potrà più essere munta, e allora cosa succederà?

Sarà che sono io difficile, che faccio il finotto e me la tiro ma non mi basta andare al cinema per "divertirmi un oretta" o dire " và che figa/o". Mi serve di più, molto di più. Non mi accontento, non riesco a far parte " della massa" a cui piace questo genere di cose, Il cinema è per altro, non per degli home movie troppo cresciuti.

Forse, se mai si raggiungerà il fondo, si daranno un bel colpo di reni e riprenderanno la produzione di veri capolavori, lo spero.

Io la mia l'ho detta...e voi? che ne pensate?

Colgo l'occasione per ringraziare chi mi ha seguito su questo blog ed in particolare la mia cara amica Lara per avermi dato la possibilità di affiancarla in questo suo progetto.

Vi auguro una vita piena bei
film, adios!

-Oneiros-

domenica 20 dicembre 2015

Star Wars il risveglio della....boh!



Ed eccomi dopo moltissimo tempo a condividere con voi una mia opinione/recensione riguardo ad un titolo davvero molto molto recente.

Come avrete già capito dal titolo e dalla foto vi parlerò di quelle che sono le mie impressioni su questo film, atteso da milioni di fan, ma non da me...

Ero un piccolo bambino vivace e fantasioso quando vidi per la prima volta star wars e mi piacque subitissimo!

Era la trilogia firmata ovviamente dal buon Lucas e me la guardai e riguardai per anni quando finalmente( credo ) arrivò la NUOVA trilogia, il prequel che tutti conosciamo che salvo per " La vendetta dei Sith" ho trovato poco interessante e talvolta mediocre.

Preciso subito una cosa, col tempo il mio interesse per la saga è praticamente svanito, quindi questo " capitolo 7 " non me lo aspettavo e a dirla tutta io manco lo volevo, non mi interessava più ecco.

Partiamo dalla fine, mi è piaciuto? No. Strano direte voi con del malcelato sarcasmo, guardatelo bene vi risponderei io.

Il film è stato realizzato da un J.J Abrams scostante. Molte scene e sequenze sembrano curate e dirette da uno che sa il fatto suo, altre invece degne di un pivello che di cinema, e di Star Wars, ne sa ben poco creando uno spiacevole sali scendi continuo.

Il tutto è un gigantesco reboot/remake realizzato secondo me come " beta test", ricordo infatti che questo è solo il primo di una nuova (l'ennesima) trilogia, per vedere quando i fan sono disposti a riavvicinarsi a quella saga che in passato è riuscita a dare moltissimo e a moltissime persone.

Ma quali sono gli ingredienti usati nella ricetta per la realizzazione di questo film?

Ebbene sono quei ingredienti che si dimenticano in scansia per anni e anni, come quei barattoli di spezie che si usano per qualche tentativo culinario fallimentare e per la quale si perde interesse.

E' tutto una rimasticatura di idee e situazione già viste che ben poco trasmettono, gli effetti speciali saranno si spettacolari, ma bastano? come sempre il mio è un NO assolutamente convinto.

I personaggi storici ormai vecchi non riescono a salvare quello che è un piatto insipido, cotto e stracotto e riscaldato in microwave. Sembra di vedere " Una nuova speranza" con qualche aggiunta o qualche privazione, ma la cosa che più in assoluto mi ha deluso è stato il " sith spada del cavolo" Kylo Ren. Uno dei malvagi ( ed è una parola grossa) più inutili e piatti della storia, un perfetto signor nessuno, perfino la sottiletta che usate per fare i toast ha più spessore di quell'essere!

Ma anche gli altri personaggi non sono all'altezza di quello che sarebbe dovuto essere un film che avrebbe dovuto far riemegere dal passato una saga come questa.

Ormai credo l'abbiate visto tutti, le idee ve le sarete fatte e credo sarete d'accordo con me che questa introduzione non fa decollare un bel niente. Certo qualche lacrimuccia a qualche nostalgico può esser scesa e qualche brivido magari può esser passato su qualche schiena ma aimè per me non è sufficiente.

Voto questo prodotto 5/6 su 10!!!

-Oneiros-

mercoledì 22 luglio 2015

Recensione Babadook

Recentemente visto il caldo, il lavoro, il caldo…il caldo, sono stato lontano da voi ma….

Alla ricerca di un rifugio climatizzato capitai al cinema senza un obiettivo premeditato e fu così che scoprii Babadook.

Il film parla del famigerato e terribile Uomo Nero, un soggetto usato spessissimo in passato ma secondo me mai così bene come qui.

In un certo qual modo è una pellicola che ti tocca dentro, lascia un profondo e persistente senso di inquietudine spaventando il giusto e in giusta dose. E’ il “classico” film tutto trama e personaggi, con fitte e interessanti sottotrame che coinvolgono veramente tanto, in più la regista, Jennifer Kent, ama giocare con i colori, i riflessi e le ombre mettendo in luce un vero e proprio “ stato mentale”  che vi terrà incollati alle poltrone.

La trama gira attorno alla “ neo vedova “ Amelia che perde disgraziatamente il marito in un incidente proprio nella corsa all’ospedale per farla partorire( alla faccia del giorno gioioso).Sei anni dopo, mai ripresasi veramente dallo shock della perdita, vediamo Amelia alle prese con lo strano figlio che, come tanti di noi, passava notti insonni a causa di un mostro “ immaginario”.Ovviamente( e qui un po’ ho storto il naso) si viene a trovare un libro su uno scaffale che guarda caso parla proprio di questo Babadook, entità sovrannaturale che prende vita quando qualcuno scopre la sua esistenza. La madre sprofonda ancora di più nella sua depressione,mentre il figlio continua ad andare a fondo in un vortice di follia, ed è a questo punto che si insinua il sospetto che questo Uomo Nero non sia solo un invenzione.

Il budget per realizzarlo è “ ridicolo” per lo più raccolto in crowfunding( che adesso va mucho di moda) speso più per le location che per gli effetti speciali ( sia lode a chiunque sia il vostro dio) un bel tuffo  nel passato a dimostrazione che, l’intreccio, è sempre lui a fare la differenza.

Lo stra consiglio anche perché vi confesso che al ritorno a casa, una sbirciata sotto al letto l’ho data!

Spulciando in rete ho scoperto che pure al festival del di Torino ha lasciato tutti a bocca aperta durate la sua proiezione, questo giusto per avvalorare la mia opinione ;-).

-Oneiros-

mercoledì 17 giugno 2015

Recensione Jurassic World

Sarò onesto fin da subito, il mio hype per questo titolo era praticamente nullo e anzi il solo vederne i trailer mi faceva storcere il naso. Aimè la carne è debole e quindi ho ceduto andando a vedere quello che per me è forse il più decente tra i sequel del colosso di Spielberg( non che fosse poi così  difficile visti i precedenti).
Ma procediamo con questa breve recensione...

Il film risulta molto lento nella fase iniziale, lasciando trapelare già enormi carenze per quanto riguarda la sceneggiatura, infatti sembra essere realizzata da una classe di ragazzetti che hanno aspettato fino all'ultimo giorno prima della scadenza per realizzare il prodotto in questione.

I protagonisti e i soggetti "umani" sono vuoti, talvolta perfino ridicoli e poco credibili, vera grande differenza se vogliamo fare un paragone con il capostipite della saga dove invece tutti(o quasi) erano ben caratterizzati e sviluppati ma la cosa più tragica è quando la stessa sorte tocca anche ai veri protagonisti, cioè i dinosauri.

Per carità, il comparto e la realizzazione digitale sono di una certa importanza e il film non manca di scene d'azione fatte apposta per far dire "wow" allo spettatore.

Tuttavia la scelta infelice di seguire le orme del terzo capitolo, la creazione di un dinosauro  "ogm + +" di scarsa incisività non fanno altro che rendere il tutto ancora più grottescamente commerciale e poco apprezzabile a coloro che, come me, hanno amato Jurassic Park nonostante le incongruenze con il romanzo che vi invito caldamente a leggere( lo si trova anche in formato e-book per pochi euro).

Voto? mi spiace ma il film non si aggiudica la sufficienza, per me non merita più di 4/10


mercoledì 29 aprile 2015

Film da una botta e via?

Titolo fraintendibile, eppure esprime per intero il concetto.

Come tutti ben saprete il mondo del cinema, che sia di seria A, B o Z offre decine di migliaia di titoli.
Molti sono capolavori, tantissimi sono filmetti, la maggior parte è spazzatura( questo sempre e solo secondo la mia modesta opinione).

Ma quali sono questi film da una botta e via?

La risposta è relativamente semplice, sono tutti quei film che incuriosiscono, che fanno ridere già in partenza per l'idea o il tema trattato, che crediamo siano fantastici, pazzescamente belli, tutti quei titoli che attendiamo una vita e.... ci deludono, ci fanno schifo, ci annoiano, e tante altre cose "poco carine".

Poi, invece, ci sono secondo me film che invece VANNO VISTI ASSOLUTAMENTE, ma non più di una o due volte in tutta la vita.

Questo perché lo dico?

Perché, soggettivamente parlando, mi hanno trasmesso emozioni contrastanti, mi hanno disgustato o magari traumatizzato ma non potevo fare a meno di vedere come andasse a finire, cosa quel regista, quel sceneggiatore e quegli attori volevano comunicarmi.

Per la " prima metà" de film da botta e via includo tutte quelle pellicole a mio dire banali, scontate o pure commercialate o assolutissime porcherie Trash, devo fare un elenco?

Film Marvel, American Pie, Fast and Furiors, Black Sheep, Denti ecc ecc.


Qualcuno verrà a criticarmi sicuramente( ma beata l'ora non commentate mai!) per quanto detto poco fa ma, mi spiace, questa è la mia posizione.

Per quanto riguarda la " seconda metà" voglio entrare un po' più nel dettaglio citandovi due titoli che mi sono venuti in mente giusto ieri notte, belli " cicciotti" giusto per rendere bene l'idea.

Il primo è Salò e le centoventi giornate di Sodoma del controverso Pasolini.

E' un filmaccio, in senso buono(?) pesante, crudo e difficile, resta comunque un film che io consiglierei di vedere almeno una volta nella vita perché senz'ombra di dubbio potrebbe farvi vedere alcune cose in modo diverso.Il tutto si svolge nella repubblica di Salò durante gli ultimi giorni del regime fascista.Molti giovani tra ragazze e ragazzi vengono rapiti da quattro strani personaggi che li segregheranno poi in una villa segreta, costretti a subire dei supplizi inenarrabili per il solo piacere dei " signorotti" rapitori.( Ve l'ho riassunta un po' così,potete sicuramente leggere qualcosa di più accurato in rete)



Il secondo che vi cito è 2001 odissea nello spazio.



Lo so, non dovrei toccare l'intoccabile pietra miliare del Kubrick ma abbiate pietà di me ne ho veramente piene le balle di sta pellicola,
Geniale, magistralmente costruito e realizzato ma non posso proprio digerirlo, sarà sicuramente colpa del fatto che l'avrò visto 15 volte in vita mia di cui 13 per motivi accademici, ma per l'amor del vostro dio qualunque esso sia guardatevelo una, due volte in vista vostra e sarà sufficiente!
A meno che non siate cultori serie pro platinum, allora non vi stancherete mai guardarlo.

Vorrei dedicare più tempo a questo possibile dibattito ma aimè il tempo è tiranno e mi sto dedicando ad un progettone bello serio che si sta concretizzando sempre di più ( probabilmente ci vedremo presto in libreria ;-) ) di conseguenza cari MJ mandate un saluto alla mia socia Lara che si sta godendo e godrà NY per un bel pezzo( e forse definitivamente) in attesa dei prossimi articoli che sto costruendo.

Buona giornata e sia lode al cinema!!!

mercoledì 25 marzo 2015

Visuali e gusti che cambiano

Ben trovati cari Mj!

Ultimamente mi son rivisto diversi titoli che mi hanno divertito e impressionato nel periodo dell'infanzia.

Quello che ho notato ovviamente da subito è come sia cambiato il mio modo di vederli, di assaporarli. Vorrei concentrarmi con voi su due titoli in particolare molto diversi tra loro, li ho scelti perché mi permettono di snodarmi in diversi discorsi di cui credo, anzi sono sicuro riuscirete a cogliere il nocciolo.

Il primo titolo è Star Wars, che solo un titolo non è ma bensì una saga intera.

Da bambino ho letteralmente consumato le cassette dei vecchi titoli.Adoravo tutto ciò che girava attorno a quell'ambientazione con, non lo nascondo, una certa passione ed interesse più per l'Impero e il lato oscuro che per i beniamini ribelli.

Come vi dicevo mi è capitato di rivedere ultimamente tutti e sei i film e, con un po' di stupore iniziale, mi sono accorto che ormai non fanno più per me.Spade laser, alieni e combattimenti tra astronavi non mi eccitano più.La Forza, le macchinazioni segrete, i Jedi e i Sith ormai non mi dicono più nulla, di quei film ormai non mi piace più nulla se non le musiche.Il fatto di essere cresciuto avrà sicuramente influito, col tempo gli interessi e i gusti cambiano ma mai avrei pensato che una saga del genere che mi ha accompagnato per anni potessi annoiarmi fino a questo punto.

Con questo non mi permetto di dire che siano film mediocri o che altro, dico solo che, come tanti altri film, sono quasi destinati a periodi della vita " ben precisi" e ben delimitati, vi trovate forse in disaccordo?


L'altro discorso invece lega l'idea che ci facciamo di un personaggio.

Piace? Non piace? E' un figo? E' un brocco? E' giustificabile quello che fa? Non lo è?

Tutto ciò mi è venuto in mente rivedendo quel gran classico Disney che è Gli Aristogatti.

Adesso non mi metterò a descrivere il film, credo che tutti l'abbiano visto, ma provate a rivederlo ora... qualcosa forse cambierà, o almeno, in me si è palesato un nuovo modo di vedere le vicende del cartone e soprattutto dei suoi personaggi.

Da bambini tutti noi "tifavamo" per Romeo, Duchessa e i suoi gattini, è quasi inevitabile...

Ora invece non posso non schierarmi dalla parte del maggiordomo Edgar.
Provate a immaginare ora, ai nostri tempi una cosa del genere.La vecchia riccona per la quale lavorate da una vita un bel giorno decide di dimenticarsi di tutto ciò che avete fatto e farete per lei facendo si che i destinatari di tutto il suo patrimonio sono i suoi gatti...


AI GATTI?!?!?!?

Eh si Edgar caro mio, te la sei presa nel c**o!

Ovviamente i gatti non potrebbero usufruirne in prima persona quindi per logica il "buon" maggiordomo sarebbe stato l'unico a godere veramente di tutto il patrimonio.

Ma non vi sareste comportati anche voi come lui?

Dai insomma, è un povero disgraziato altro che cattivone ;-)

A voi la risposta, forse col tempo sono diventato più cinico io, chissà

-Oneiros_

martedì 3 febbraio 2015

Oneiros chiama e...l'orchestratore risponde!

Cari MJ eccomi qua con questo nuovo articoletto primo di una lunga( ma mica tanto) serie di “articoli a sfondo tecnico”.

Conoscere come vengono realizzati i vari progetti sotto le varie forme e sfaccettature è senza dubbio una cosa interessante ( almeno per me) è ed per questo che nelle prossime settimane farò uscire, a cadenza assolutamente irregolare, tutta una serie di articoli legati alla realizzazione di tutti quei elementi che compongono un film, una serie tv, un video clip musicale ecc.

Oggi comincio con il discorso legato alle colonne sonore.

Da ex strimpellatore talentuoso quale sono( e non solo per questo), ho sempre dato un ruolo molto importante alle colonne sonore. Senza di esse infatti un film non sarebbe completo, forniscono quella componente emozionale essenziale per accrescere l’enfasi di ogni situazione.

E’ per questo che ho chiesto aiuto ad un mio vecchio amico, nonché ex compagno di classe Lorenzo Visintin,che altri non è che un professionista emergente nel campo ( ecco qui la sua pagina ;-) https://www.facebook.com/lorenzovisintincomposer?fref=ts  )
Comincia così un botta e risposta interessante su tutto quel processo che sta alle spalle della realizzazione di una colonna sonora:

-Come si svolge un normale colloquio tra un regista o un responsabile di qualche azienda videoludica con un addetto al comparto colonne sonore come sei tu?

-Avviene un colloquio diretto dove il regista cerca di spiegare al meglio le caratteristiche che la musica deve avere per l'opera in questione.  Può venire esposta semplicemente l'atmosfera che si vuole raggiungere lasciando al compositore carta bianca per la composizione, ma succede raramente in quanto un buon regista dovrebbe avere sempre idee chiare e l' esperienza necessaria per saperti orientare verso la musica più adeguata.  In questo caso possono esserci molte varianti per la strada da intraprendere nella fase di scrittura, ma essendo la musica un collante narrativo e stilistico deve rimanere coerente ed omogenea per tutto il corso dell'opera.-

Quale percorso bisogna seguire per entrare in questo mondo?
-Dal punto di vista didattico serve una solida preparazione teorica, ma si può seguire questo percorso partendo dall'improvvisazione jazz, dal song-writing o dalla composizione classica. L'importante è avere l'orecchio ricettivo per il linguaggio impiegato nella musica da film, cogliendo le soluzioni utilizzate dai professionisti tra i vari generi cinematografici. Si consiglia sempre di trovare un team di lavoro con cui crescere e fare esperienza assieme, partendo da opere di breve durata per cominciare a testare le prime difficoltà del lavoro.-
Ok passiamo a domande un po’ più tecniche, sei nel tuo studio, hai davanti una scena precisa che può essere a sfondo romantico oppure d’azione, come ti muovi? Come crei quella che sarà la musica d’accompagnamento?
-Se si ha esperienza possono già materializzarsi in mente soluzioni molto efficaci, ma è un fattore istintivo che potrebbe non essere sempre limpido a tal punto da trascrivere pari pari quello che si ha in testa. Puoi immaginarti anche solo soluzioni tematiche senza ancora uno scheletro strutturale chiaro, quindi da elaborare in un secondo momento. Il pianoforte, invece, è fondamentale nella fase di ricerca e sperimentazione: dove la mente raggiunge il limite di ispirazione, la creatività continua tramite l'aspetto esecutivo, improvvisando e cantando cercando di immaginarsi il contesto dove la musica andrà applicata. Quando hai raccolto buone idee cominci a segnare la durata della scena e i sincroni (se presenti). Fatto questo comincia la stesura della traccia musicale, calcolando il rapporto tra il tempo della scena e la quantità di battute della tua partitura. Se lavori con librerie sonore al computer si avranno tutti mezzi per creare sfumature di tempo (come rallentando e accelerando ) molto precise e di facile manipolazione. Se invece si dispone di un' orchestra vera che dovrà eseguire una composizione dinamica verranno impiegati direttori specializzati: conducono l'orchestra insieme alla proiezione video della scena e devono saper regolare in esecuzione il sincrono con le immagini, avendo il timecode come punto di riferimento.-

E’ una cosa molto complessa, quanto tempo si può impiegare per una cosa del genere?

-Va fatta la premessa che le difficoltà rimangono le medesime di qualsiasi composizione musicale (principalmente linguaggio e forma) aggiungendo però i vincoli del sincrono. Contando anche il livello di esperienza del compositore nell' affrontare determinati generi cinematografici, la stesura della musica su una scena può andare dalle poche ore ad una settimana intera di lavoro. Per la chiusura definitiva , includendo rifiniture (nelle grandi produzioni ad opera anche di terzi) e modifiche da parte del regista, si parla persino di mesi.-
Parli spesso della difficoltà del sincrono che immagino sia una delle più fastidiose…
-E’ senz’ altro  una difficoltà  rilevante, si parla infatti di combinare le esigenze di sincrono con una logica compositiva. La musica non può essere troncata di netto e per questo vengono fatti giochi di modulazione e cadenza per chiudere una scena o fare da ponte per un'altra. In oltre, tornando al discorso della dosatura, bisogna fare attenzione a valutare l'impiego coscienzioso dei profili musicali. Un "profilo alto" prevede temi incisivi e dalla forte presenza, mentre quello "basso" non deve indurre a distrazioni nell'ascolto e deve fungere solo da lieve riempimento.-
Raccontami, anzi raccontaci, una delle tue esperienze più interessanti.
-Particolarmente significativo è stato un seminario presieduto dal compositore Franco Piersanti (Il Caimano, Habemus Papam). E' stata fondamentale la sua lezione sulla dosatura della musica, una questione che può essere sottovalutata  ma che è di grande importanza soprattutto per i neofiti del settore: spesso chi comincia ad avere le prime esperienze nel mondo delle colonne sonore sente il bisogno di stupire con ricchezza e virtuosismi compositivi che la scena in verità non richiede. Può essere un errore inconscio, ma va tenuto in seria considerazione.- 
Prima di concludere questa domanda è d’obbligo, quali sono i compositori  che rientrano nella tua cerchia di preferiti?
- Tra i veterani sicuramente John Williams. Poi aggiungerei John Powell, James Newton Howard e Danny Elfman tra quelli stranieri, mentre per quelli italiani Morricone e Franco Piersanti. Vorrei aggiungere un compositore che ha lavorato più per l'industria videoludica che per pellicola ma è stato determinante per la mia formazione musicale: il giapponese Nobuo Uematsu.-
Bene Lorenzo io ti ringrazio per la tua disponibilità chiudiamo con quest ultima domanda, lo consigli come percorso?

-Solo a chi ha una forte determinazione e passione per questo mondo, perché come per tutte le prospettive di lavoro che riguardano la musica le difficoltà che si incontrano sulla propria strada per diventare professionisti del settore sono molte.-
Vi lascio con un esempio del talento di questo professionista, amico, ma soprattutto Movie 
Junkies! 

mercoledì 14 gennaio 2015

Ira e cinema

La cara MJ Ludovica mi ha chiesto di parlare della rabbia, o meglio dell’ira, e questo mi accingo a fare…

Ira: “Si indica uno stato psichico alterato, in genere suscitato da elementi di provocazione capaci di rimuovere i freni inibitori che normalmente stemperano le scelte del soggetto coinvolto”

Questa è la definizione che troviamo sul dizionario, abbastanza curiosa e interpretabile..

Quali film e personaggi mi vengono in mente? Il neofita mi citerebbe subito Arancia meccanica, e sbaglierebbe, lì l’ira non c’è, ci sono molte altre cose ma questa emozione non fa da padrona, non è il cuore della pellicola. I più giovani potranno citarmi l’eroe verde Hulk, ma è poco profondo, ed entrambi i titoli marvel sono di qualità discutibile, non adatti alla nicchia di MJ che ci seguono.
Coglierebbe invece nel segno colui, o colei, che mi citerebbe American History X.

Di questi tempi andrebbe rivisto o visto per la prima volta per chi invece non si fosse avvicinato mai a questo titolo. L’ira gira sempre a braccetto con l’odio e la violenza, fisica o psicologica che sia, nel film si parla proprio di questo, di come l’ira e l’odio consumino le persone facendo perdere loro quella parte di “ umanità” che invece andrebbe tenuta bella stretta. La domanda che ci si pone infatti è “ che senso ha? “ le risposte possono essere molteplici, ma torniamo al film.

Lo stesso Norton dice quella che forse è la frase più conosciuta del film ovvero "L'odio è una palla al piede, la vita è troppo breve per passarla sempre arrabbiati, non ne vale la pena!"

E ha ragione! Edward interpreta in questa pellicola un Naziskin, finito in carcere per l’omicidio di due afroamericani. In carcere inizia a capire, si fa quello che è un esame di coscienza e, una volta fuori, cerca di aiutare il fratello che avendo assorbito da lui tutto il negativo, ne segue le orme.
Secondo la psicologia sociale un soggetto cresce( a livello interiore) in base a quelli che sono gli stimoli e gli insegnamenti non solo dei proprio genitori ma anche degli usi e costumi della società in cui si trova. Infatti nel film  il padre di Derek ( Norton ) e Danny (Furlong) è pieno di pregiudizi sugli afroamericani ed è a causa dei suoi discorsi e della sua morte per mano di un tossico che Derek inizia a combattere in nome della supremazia dei bianchi. Si tratta sempre di un intreccio, disagio interno che genera rabbia, che genera odio( o anche il contrario) che genera violenza,un circolo vizioso dalla quale è difficile uscire anche perché spesso ci si trova in un terreno favorevole a certi comportamenti( mi ricordo il maestro yoda ohoho).

Fatto sta che finalmente il fratello inizia a dargli ascolto e abbraccia anche lui il cambiamento per una vita caratterizzata da principi migliori fino a quando tutto si rovescerà nuovamente loro addosso, non voglio spoilerare il finale quindi mi fermo ;-).


Di pellicole più recenti mi viene in mente ACAB, dove una squadra di poliziotti “ celerini ” si auto investe del titolo di “ giustizieri della notte “ e va in giro a punire coloro che, a loro detta rovinano il nostro paese, sfogando così la loro aggressività e il loro malcontento rovinando al contempo le loro vite private prima di ricevere indietro tutto quello che hanno “ gentilmente donato “ con i loro manganelli.

Alri due titoli che ci tento a citare sono  " I guerrieri della notte " e " Hooligans" entrambe pellicole per niente recenti ma che consiglio ugualmente.

Per quanto riguarda i personaggi nel dettaglio beh, ce ne sono a bizzeffe e sarebbe un lavoraccio farne un analisi completa, anche scremando molti di loro magari con il VOSTRO ausilio.

Detto ciò se vi vengono idee, proposte, argomenti di discussione, io son qua e...non arrabbiatevi ;-)

martedì 6 gennaio 2015

Lo Hobbit un... trauma inaspettato

Eh si cari MJ tocca a me l’ingrato compito di recensire questa saga che grazie a Illùvatar è finalmente finita!

Avrei preferito farvi una simpatica video recensione ma purtroppo internet è venuto a mancare proprio in questo periodo, ma non dilunghiamoci in merito.
So che dopo aver letto questa recensione molti fan mi userebbero come sagoma al poligono ma, francamente non mi importa, perché è evidente che la saga per intero sia, e qui rubo una frase del ragionier Fantozzi, UNA CAGATA PAZZESCA!

Andiamo per ordine.

Non ho intenzione di cadere( almeno non subito) nell’insensato paragone tra questo titolo e quel capolavoro che è invece Il Signore Degli Anelli per diversi motivi( budget, cast ecc) anche perché non si possono nemmeno paragonare le storie dei due libri. Lo Hobbit è palesemente un romanzo incentrato sull’ avventura,un titolo per ragazzi, mentre il fratello maggiore è più complesso e secondo me più indicato a una cerchia di lettori più matura, direi quasi adulta. Detto ciò passiamo al primo titolo “Un viaggio inaspettato”.

Da subito notiamo delle cosucce non tanto piccole che fanno storcere il naso a chi come me si era fatto delle aspettative molto alte, da dove iniziare? Beh innanzitutto i nani non sono VERI NANI sono per la maggior parte dei figaccioni di statura ridotta, stereotipati all’ inverosimile, mal truccati, mal vestiti, potrei quasi dire mal pensati!( Gimli, lui incarnava per me la figura del vero nano) Continuo dicendo che se Lo Hobbit fosse stata una mostra fotografica mi sarebbe piaciuto molto di più.

 Il film appare eccessivamente lungo, nauseantemente pieno di effetti 3d e computer grafica, oddio, tutto ben realizzato ma devo dire che mi ha urtato e MOLTO anche perché il film non ne giovava affatto.

Passiamo poi  ai personaggi rovinati o mal realizzati…

Radaghast il bruno:  adesso mi chiedo e vi chiedo, a chi potrebbe venir in mente di rappresentare uno stregone( che sono 5 in tutta Arda e sono personaggi importanti, carismatici, potenti)  in quel modo? Un vecchio con la passione dei peyote pieno di cacca d’uccello,che vive da solo nel bosco, vabeh.

Azog:  questo “ orco pallido digitale “ con uno pseudo uncino, della serie porta in alto la mano segui il tuo capitano…altro vabeh.
La compagnia dei 13 nani:  eh si purtroppo il gruppo di protagonisti non mi è piaciuto quasi per niente se non uno due di loro, cosa mi ha fatto storcere il naso? Beh la loro realizzazione, io mi aspettavo i classici nani, cazzuti figuri barbuti con armature fighissime e asce scintillanti, invece chi mi becco? Kili, Fili ecc

E vabeh.

Che dire delle sequenze di combattimento, si son carine, ma se togliamo il sonoro( ecco l’ unica cosa convincente, le musiche)e ci mettiamo una qualche melodia pianistica Chaplin style…il gioco è fatto, ecco una clip comica.
Stendiamo un velo pietoso sulle scene al cospetto del re Goblin, veramente, non voglio aggiungere altro.

Salvo poche altre cose eccoci alla fine del film.

Prendiamo ora in considerazione la desolazione di Smaug, altra menata eterna ma qui i miei maroni ( per non essere troppo volgare) trovano ulteriori motivi per scendere al di sotto delle mie ginocchia e cadere fragorosamente a terra…

Legolas?Tauriel??Amore tra elfi e nani???? Jackson perché….dimmi perché?
L’unico pregio del film ,ma che comunque non posso prendere per intero, è appunto Smaug il Tiranno.

Lo trovo molto ben realizzato ed anche il doppiaggio è più che convincente….stop.
Dico sul serio Stop, non c’è altro, una vera e propria desolazione, peggio di Matrix Reloaded, non so , non mi escono parole in merito che non siano gemiti di sofferenza e parolacce belle grosse, si direbbe un film quasi più vuoto del precedente.

Per finire eccoci al cospetto de “ La battaglia delle 5 armate “ ( perché dire 5 eserciti come da libro è poco stiloso).

Doveva essere una fine epica… battaglie, momenti carichi di pathos, qualcosa che finalmente potesse far esclamare allo spettatore un WOW…
Invece nada, da apprezzare due cose in croce che in 3 ore di film si perdono nell’oblio della noia di tutto il resto.

Cosa dire per concludere, bah niente, sarà la classica saga che o si ama o si odia, io personalmente metterò i dvd( ehm si…li ho presi) sullo scaffale del dimenticatoio.

Pro:

Una Nuova Zelanda sempre più bella.
Modelli in computer grafica realizzati a regola d’arte.
Musiche stratosferiche.
Un Bilbo interpretato magistralmente.

Contro:

Eccessivamente lungo
Eccessivamente noioso
Effetti digitali che cozzano con tutto il resto così da rendere “finto” agli occhi dello spettatore anche quello che è vero/reale.
I nani non sono nani( e dire che sono i protagonisti).

La troppa libertà che si è preso il regista aggiungendo e cambiando cose.

Voto? no, meglio di no.

venerdì 12 dicembre 2014

72 Golden Globes Awards...le nominations!


Come ogni anno arriva uno dei momenti tanto attesi da noi cinefili e maniaci delle serie tv...no, non sto parlando del compleanno di qualche attore o dell'uscita di un film in blu-ray...è il momento delle nominations ai fatidici Golden Globes, che si terranno l'11 gennaio 2015. C'è che li predilige rispetto agli Oscar, ritenuti ormai troppo prevedibili e corrotti, infatti sono diventati negli anni una vera istituzione per chi opera nel settore cinematografico e televisivo. 
Ammettiamolo, tutti noi abbiamo giocato almeno una volta al TotoGoldenGlobe/Oscar, incrociando le dita nella speranza che la serie tv che ci ha tenuti incollati durante tutto l'anno sia candidata o che quell'interpretazione che ci ha suscitato un vortice di emozioni sia citata in almeno una categoria....anche se molto spesso ciò non accade (il tutto seguito da imprecazioni).

Il tempo per i pronostici, almeno per il Globo d'Oro, è concluso, habemus listam. Molti di questi film devono ancora uscire in Italia (STRANO!) quindi non voglio sbilanciarmi dando giudizi affrettati, Sono comunque molto entusiasta del fatto che Birdman di Alejandro Gonzalez Iñarritu sia "in testa" con ben 7 nomitation, ho avuto la fortuna di vederlo alla Mostra del Cinema di Venezia (in Italia uscirà solo a febbraio) e penso sia un film veramente valido sotto molti  punti di vista. Meritata sicuramente anche la presenza di altre due pellicole che ho amato particvolarmente quest'anno: Boyhood e Grand  Budapest Hotel , se non altro per l'originalità che ognuna di queste presenta (lo stampo di Wes Anderson, d'altronde, meriterebbe un riconoscimento).

Grandi assenti, a sorpresa, Interstellar e Sons of Anarchy....e già iniziano le proteste! Ma noi non siamo qui per criticare (almeno, non ancora...) quindi ecco la lista dei "prescelti" alla 72° edizione dei Golden Globes:


Best Motion Picture, Drama

Boyhood
Foxcatcher
The Imitation Game
Selma
The Theory of Everything


Best Actress in a Motion Picture, Drama

Julianne Moore
(Still Alice)
Rosamund Pike
(Gone Girl)
Reese Witherspoon
(Wild)
Felicity Jones
(The Theory of Everything)
Jennifer Aniston
(Cake)


Best Actor in a Motion Picture, Drama

Eddie Redmayne
(The Theory of Everything)
Steve Carell
(Foxcatcher)
Benedict Cumberbatch
(The Imitation Game)
David Oyelowo
(Selma)
Jake Gyllenhaal
(Nightcrawler)


Best Motion Picture, Musical or Comedy
Into The Woods
Birdman
The Grand Budapest Hotel
St. Vincent
Pride


Best Actress In A Motion Picture, Musical or Comedy
Julianne Moore
(Maps To The Stars)
Amy Adams
(Big Eyes)
Emily Blunt
(Into The Woods)
Helen Mirren
(The Hundred Foot Journey)
Quvenzhané Wallis
(Annie)


Best Actor in a Motion Picture, Musical or Comedy
Michael Keaton
(Birdman)
Bill Murray
(St. Vincent)
Ralph Fiennes
(The Grand Budapest Hotel)
Christoph Waltz
(Big Eyes)
Joaquin Phoenix
(Inherent Vice)


Best Animated Feature Film

The Lego Movie
How To Train Your Dragon 2
Big Hero 6
The Book of Life
The Boxtrolls


Best Foreign Language Film

Ida (Poland/Denmark) (Ida)
Force Majeure (Sweden) (Turist)
Gett: The Trial of Viviane Amsalem (Israel) (Gett)
Tangerines (Estonia) (Manderiinid)
Leviathan (Russia)


Best Supporting Actress in a Motion Picture

Jessica Chastain
(A Most Violent Year)
Keira Knightley
(The Imitation Game)
Patricia Arquette
(Boyhood)
Meryl Streep
(Into The Woods)
Emma Stone
(Birdman)


Best Supporting Actor in a Motion Picture
Ethan Hawke
(Boyhood)
Robert Duvall
(The Judge)
Edward Norton
(Birdman)
J.K. Simmons
(Whiplash)
Mark Ruffalo
(Foxcatcher)


Best Director - Motion Picture

Ava DuVernay
(Selma)
Wes Anderson
(The Grand Budapest Hotel)
Alejandro González Iñárritu
(Birdman)
David Fincher
(Gone Girl)
Richard Linklater
(Boyhood)


Best Screenplay - Motion Picture


Wes Anderson
(The Grand Budapest Hotel)
Gillian Flynn
(Gone Girl)
Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris, Armando Bo
(Birdman)
Richard Linklater
(Boyhood)
Graham Moore
(The Imitation Game)


Best Original Score - Motion Picture

Alexandre Desplat
(The Imitation Game)
Jóhann Jóhannsson
(The Theory Of Everything)
Trent Reznor, Atticus Ross
(Gone Girl)
Antonio Sanchez
(Birdman)
Hans Zimmer
(Interstellar)


Best Original Song - Motion Picture

“Big Eyes” — Big Eyes
“Glory” — Selma
“Mercy Is” — Noah
“Opportunity” — Annie
“Yellow Flicker Beat” — The Hunger Games: Mockingjay – Part 1


Best TV Series, Drama

Downton Abbey (Masterpiece)
The Affair
Game Of Thrones
House of Cards
Good Wife, The


Best Actress in a TV Series, Drama

Viola Davis
(How to Get Away With Murder)
Claire Danes
(Homeland)
Julianna Margulies
(The Good Wife)
Robin Wright
(House of Cards)
Ruth Wilson
(The Affair)


Best Actor in a TV Series, Drama
Kevin Spacey
(House of Cards)
Clive Owen
(The Knick)
James Spader
(The Blacklist)
Dominic West
(The Affair)
Liev Schreiber
(Ray Donovan)


Best TV Series, Musical or Comedy

Orange is the New Black
Girls
Jane The Virgin
Transparent
Silicon Valley


Best Actress in a TV Series, Musical or Comedy
Julia Louis-Dreyfus
(Veep)
Edie Falco
(Nurse Jackie)
Gina Rodriguez
(Jane The Virgin)
Lena Dunham
(Girls)
Taylor Schilling
(Orange is the New Black)


Best Actor in a TV Series, Musical or Comedy

Don Cheadle
(House of Lies)
William H. Macy
(Shameless)
Ricky Gervais
(Derek)
Jeffrey Tambor
(Transparent)
Louie C.K.
(Louie)


Best TV Movie or Mini-Series

Olive Kitteridge
Fargo
The Missing
True Detective
The Normal Heart


Best Actress in a Mini-Series or TV Movie

Jessica Lange
(American Horror Story: Freak Show)
Maggie Gyllenhaal
(The Honorable Woman)
Frances McDormand
(Olive Kitteridge)
Allison Tolman
(Fargo)
Frances O'Connor
(The Missing)


Best Actor in a Mini-Series or TV Movie

Martin Freeman
(Fargo)
Matthew McConaughey
(True Detective)
Woody Harrelson
(True Detective)
Billy Bob Thornton
(Fargo)
Mark Ruffalo
(The Normal Heart)


Best Supporting Actress in a Series, Mini-Series or TV Movie
Kathy Bates
(American Horror Story: Freak Show)
Uzo Aduba
(Orange is the New Black)
Joanne Froggatt
(Downton Abbey)
Michelle Monaghan
(True Detective)
Allison Janney
(Mom)


Best Supporting Actor in a Series, Mini-Series or TV Movie

Bill Murray
(Olive Kitteridge)
Jon Voight
(Ray Donovan)
Matt Bomer
(The Normal Heart)
Alan Cumming
(The Good Wife)
Colin Hanks
(Fargo)


Fonte: http://www.goldenglobes.com/

martedì 9 dicembre 2014

Recensione: Storie Pazzesche

Oggi voglio parlarvi in anteprima di Storie Pazzesche, film del regista argentino Damian Szifron che uscirà nelle sale italiane giovedì 11 dicembre. Questa dark comedy è prodotta e presentata da Pedro Almodovar…e si puo capire benissimò perché!  A tratti ricorda molto il suo cinema, con tanto di elementi kitsch e quel pizzico di umorismo un po’ noir. Il titolo originale, Relatos Salvajes (letteralmente “racconti selvaggi”), rende perfettamente  la natura di questo film, infatti i protagonisti di queste sei storie indipendenti tra loro hanno in comune una cosa: vedono tutti esplodere i propri istinti animali, cosa anticipata dalle fotografie "alla National Geographic" di animali che scorrono con i titoli di testa. Tutti gli episodi iniziano con situazioni del tutto normali, fino ad arrivare ad un culmine di vera e propria follia, con irriverenti e talvolta spiazzanti finali a sorpresa.
Storie Pazzesche ci presenta un cocktail di tutti i peggiori sentimenti umani: la vendetta, l’odio, la gelosia, la superbia, che ad uno ad uno esplodono nei protagonisti in un vortice di rabbia e esasperazione. Ad un certo punto infatti personaggi di ogni vicenda si trovano a dover optare per delle decisioni estreme, che sfociano in una sorta di “vendetta karmica” che diverte e crea una sorta di empatia nello spettatore.
Tutte le storie sono intrinse da una sagace vena tragi-comica, capace di rendere ogni racconto entusiasmante ma allo stesso tempo  di lasciare un retrogusto amaro che fa riflettere…il risultato è un mosaico della contemporaneità dolorosamente realistico, a tal punto da sentirsi quasi in colpa a ridere davanti a certe situazioni. 


Il fatto che sia diviso in storie, tutte con vicissitudini e finali diversi, fa si che la pellicola scorra velocemente senza lasciare il tempo di annoiare nemmeno per un minuto, inoltre lascia allo spettatore  una vasta gamma di scelte registiche e narrative, alcune delle quali molto interessanti.
Il risultato finale è davvero godibilissimo... e la storia di chiusura è la vera e propria ciliegina sulla torta (in tutti i sensi!) 

VOTO MOVIE JUNKIES: 8/10


lunedì 24 novembre 2014

MOVIE JUNKIES ON AIR!

Ciao amici cinefili! Abbiamo una bella novità....siete pronti?

Movie Junkies sbarca in radio! Grazie alla collaborazione con la nuova stazione radio Central Station potrete sentire la nuova rubrica di cinema e serie tv condotta proprio dalla vostra Pulp Lary...così potrete finalmente sentire la mia voce (non vedevate l'ora eh?) e lasciarvi inebriare dalla mia folle (e logorroica) passione cinefila!
Alla fine del post troverete tutti i dettagli per ascoltare i nostri interventi settimanali, ma nel frattempo vorrei cogliere l'occasione per omaggiare alcuni grandi film che hanno come protagonista LA RADIO!


I LOVE RADIO ROCK - THE BOAT THAT ROCKED
















Come amante del rock non potevo non iniziare con questo delizioso film di Richard Curtis. Erano gli anni '60 e la musica rock era quasi un'eresia, la radio pubblica la trasmetteva con il contagocce...ma per fortuna una truppa di fanatici della musica, dalla loro nave, pensa di trasmettere i propri pezzi preferiti per 24 ore al giorno...una carica di adrenalina, rock e positività...con una colonna sonora da urlo! THAT BOAT REALLY ROCKED!


GOOD MORNING VIETNAM




















Adrian Cronauer giunge in Vietnam con una missione: rallegrare le truppe americane durante il conflitto bellico, il tutto attraverso il suo irriverente programma radio. Oltre al lato comico, che esce magistralmente dal protagonista Robin Williams, c'è spazio anche per le riflessioni sull'assurdità della guerra..il tutto condito con la ribelle musica rock!


RADIO AMERICA














L'ultimo film del maestro Robert Altman è un inno alla musica, la sua grande passione. Se prima con Nashville ci aveva raccontato l'animo country dell'America, con Radio America ci fa immergere nella realizzazione dell'ultima puntata di uno show radiofonico degli anni '70 che sta per chiudere i battenti. Splendidamente nostalgico, spinge ad una riflessione sull'arte e sull'amore dello strumento radiofonico.


RADIO DAYS





















Woody Allen ritrae in questo gioiellino i tempi d'oro della radio, quando ancora non c'era l'ombra della tv e ci si allietava ascoltando il confortante suono della musica: gli anni Trenta. Allen non compare nella pellicola, ma ci trasporta con la sua voce nei ricordi di infanzia del protagonista, con la  suo sagace ironia. Interessante anche perchè ripercorre reali momenti radiofonici di quegli anni (imperdibile la fittizia invasione aliena della trasmissione di ORson Welles!).


RADIOFRECCIA
















Con questo lavoro Luciano Ligabue vuole rendere omaggio alle piccole emittenti radiofoniche italiane degli anni '70 e, a parer mio, gli riesce molto bene. Cinque amici, una passione: la musica. Con pochi soldi aprono una piccola emittente dove danno sfogo ai loro pensieri, alle loro paure. La vità non è così facile per i protagonisti, soprattutto per Freccia (interpretato dal bravissimo Stefano Accorsi), ma grazie alla radio riescono a sentirsi liberi.



TALK RADIO




















In Talk Radio Oliver Stone continua con la sua impronta di osservatore della subcultura americana. Lo scenario è qui un programma radiofonico notturno, il cui speaker ha la stoffa del giustiziere: ne ha da ridire su tutti e, senza peli sulla lingua, inveisce contro i razzisti e i moralisti del paese. Avviene quindi l'utilizzo del mezzo radiofonico come strumento di denuncia nei confronti di una società falsamente perbenista e, in questo immeritatamente sottovalutato lavoro di Stone, meritano particolare attenzione soprattutto i pungenti monologhi.


Invece voi che mi dite? Volete consigliare qualche altro film sull'argomento?




Ecco la lista delle frequenze e degli orari per ogni regione...Stay Tuned ;)

- Radio Station One (Lombardia)
ogni Lun. e Ven. dalle 17:00 alle 18:00
Sondrio 96.7 Valtellina 98.8 Valchienna 98.8 Como 104.7 Lecco 88.6 Brianza 104.7
www.radiostationone.it
sms/whatsapp: 391.10.40.400

- Radio Rete 104 (Lombardia)
Ogni Lun. dalle 16:00 alle 17:00
Como 92.9 Lugano e Canton Ticino 95.3 Sondrio 96.7 Bergamo 97.5 Brianza 97.6 Lecco 98.4 Valchiavenna 98.8 Bergamasca 100.6 Crema 101.5 Lecco 104.7 e 108.0
www.rete104.it
sms/whatsapp: 33.57.104.104
Diretta: 0341.28.70.50
E-Mail: diretta@rete104.it

-Radio Super Sound (Sardegna)
Ogni Sab. dalle 12:00 alle 13:00
Cagliari 96.6 - 102.0 Sassari 107.9 Oristano 100.2 - 96.3 Nuoro 93.3 - 97.8 - 96.6 Medio Campidano 100.4 - 95.3 Carbonia Iglesias 89.8 - 96.3 Ogliastra 89.6
www.radiosupersound.it
sms/whatsapp: 340.51.86.036
Diretta: 070.97.64.507

- Radio Popolare Network (Veneto)
ogni Mart. dalle 16:00 alle 17:00
Venezia 97.3
www.radiobase.net

- Radio Millecuori e Radio RMC Italia (Calabria)
ogni Dom. dalle 11:00 alle 12:00
Fm 96,6 Tropea, Lamezia, Vibo
www.radiomillecuori.it
www.rmcitalia.it

- Radio Dance Trieste the New Web Radio
(Friuli Venezia Giulia) 
Trieste 107.3
www.radiodancetrieste.it 

lunedì 3 novembre 2014

Venezia 71: L'anno del Piccione


Un cinefilo veneziano passa l’estate in un’attesa che sembra interminabile: la pubblicazione del programma ufficiale della Mostra del Cinema. Le voci di corridoio fomentano grandi nomi e si fanno meticolosi conti sull'uscita prevista delle pellicole più attese, illudendosi in una possibile anteprima proprio nella nostra città.  Per la 71ͣ edizione della Mostra del Cinema le aspettative erano davvero allettanti, prima di leggere,con grande sgomento,  un programma scarno e confuso. La Mostra di quest’anno doveva ancora iniziare e si sentiva già la mancanza di quelle grandi promesse non mantenute, l’assenza di Anderson, Nolan e Fincher. Non si può denigrare un evento solo perché non sembra all'altezza delle aspettative, ovviamente, ma l’aria che si respirava durante la prima delle giornate veneziane era tutt’altro che ottimista.
Ma fortunatamente, come un fulmine a ciel sereno, il film d’apertura porta un’ondata di consensi e di speranza; Birdman, di Alejandro Gonzalez Iñarritu, è il cocktail perfetto per fa ripartire la Mostra con il piede giusto.  Il primo red carpet è un successo: Emma Stone incanta con un elegante abito verde, Edward Norton riprende i fan con il suo iphone, Michael Keaton e il regista concedono qualche autografo. Tutto in gran stile hollywoodiano, cosa quasi ironica visto che proprio questo effetto “divistico” è la tematica sulla quale Birdman vuole farci riflettere. Il lavoro di Iñarritu si rivela essere una brillante prova registica e attoriale e, come film d’apertura, dà inoltre il via a dei temi che ritorneranno nelle proiezioni dei giorni successivi: la celebrità vista come “prigione” si traduce in una sorta di solitudine anche in The Humbling, in cui un grandissimo Al Pacino interpreta un attore in declino.
L’eclettico Pacino è il cavallo vincente di Venezia 71; oltre al film diretto da Barry Levinson, presenta anche l’introspettivo Manglehorn di David Gordon Lee, ulteriore prova recitativa che lo conferma una leggenda vivente.
Pochi, però, gli altri picchi salienti di questa edizione, probabilmente per la mancanza di film eccezionali. Per quanto quest’anno il festival possa esser sembrato difficile la digerire, contestato per la poca affluenza e addirittura additato come evento in declino, conserva lo stesso degli elementi interessanti.
Si percepisce comunque quella nota di anticonformismo, rendendo quest’edizione imperfetta sì, ma allo stesso tempo coraggiosa.
Una Mostra che prova ancora ad osare, come testimonia l’anteprima di Nymphomaniac-Director’s cut, scelta molto rischiosa visto l’argomento controverso, ma in grado di attirare l’attenzione soprattutto per l’arrivo imprevisto di Uma Thurman.
Si confermano le scelte non convenzionali per il Leone d’Oro,  assegnato a A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence del regista svedese Roy Andersson, acclamato da pubblico e critica per il suo umorismo nonsense e per la sua spiazzante originalità.
Venezia può aver anticipato Toronto in alcune scelte poco commerciali, nel programma presentato da Alberto Barbera si intravede questa voglia di intrigare il pubblico ma il tutto appare quasi forzato, con il rischio di annoiare e infastidire lo spettatore. Ecco che paradossalmente i film più apprezzati non sono stati i polpettoni sperimentali, ma quelli dai toni leggeri come Burying The Ex e She’s Funny That Way.

Bisogna quindi guardare in faccia la realtà: quest’edizione ci conferma che la nostra Mostra non è più il trampolino del cinema d’autore americano e, quando in futuro ripenseremo a Venezia 71, sarà difficile ricordarlo davvero per qualcosa in particolare…ma forse solo come “l’anno del Piccione”.

martedì 14 ottobre 2014

Recensione: Why Don't you Play in Hell?


Titolo: Jigoku de naze warui -Why don't you play in hell? 
Regia: Sion Sono
Cast: Jun Kunimura, Fumi Nikaido, Shin'Ichi Tsutsumi
Anno: 2013

Pulp Lary e Jun Kunimura alla 70° Mostra del Cinema

L’orecchiabile jingle di uno spot di dentifrici cantato da una sorridente bimba, un gruppo di teenager con un entusiasmo smisurato per il filmmaking, scontri tra clan di Yakuza e storie d’amore: ecco il cocktail esplosivo di Sion Sono nella suo Jigoku de nazu warui (Why Don’t You Play in Hell?).
Hirata è un ragazzo ossessionato dal cinema, così tanto da rivolgere le proprie preghiere al Dio del Cinema per avverare il proprio sogno:girare un solo grande film assieme alla sua sgangherata troupe. Mitsuko è una bambina prodigio, adorata da tutti grazie ad uno spot di un dentifricio; il padre della ragazzina è il boss Yakuza  Muto, in continua lotta con il clan Kitagawa. Dopo dieci anni, una serie di circostanze incroceranno inverosimilmente le strade di questi personaggi: il boss Muto vuole dimostrare a sua moglie, che sta per uscire di prigione, che la loro bambina è diventata una star del cinema, sebbene dopo il tormentone del dentifricio la sua carriera sia miseramente crollata. Il suo desiderio incontrerà quello del fallito Hirata, che finalmente ha l’occasione di girare il suo capolavoro: un film-documentario sul reale scontro tra il clan di Muto e Kitagawa.
Con un registro tra il comico e il grottesco, Sion Sono mette in scena dei personaggi fuori controllo, in preda alla loro follia, capaci di qualsiasi cosa per ottenere il proprio obiettivo. Il tutto culmina con l’atteso “film nel film”, in una carneficina finale a colpi di katana, pistole e con una buona dose di splatter.

Jigoku de nazu warui (Why Don’t You Play in Hell?) si presenta come un’esilarante commedia nera, ricca di riferimenti al cinema e in grado di divertire ed entusiasmare gli appassionati del genere, che usciranno dalla sara canticchiando il martellante ma irresistibile jingle di Mitsuko.





VOTO MOVIE JUNKIES: 8/10