Se i tuoi amici non ti sopportano perchè continui a citare frasi tratte da film...sei un MOVIE JUNKIE.
Se il dilemma della giornata è che film guardare o riguardare...sei un MOVIE JUNKIE.
Se metti da parte i soldi per andare al cinema ripetute volte...sei un MOVIE JUNKIE.
Se passi la notte in bianco per guardare gli Oscar..sei un MOVIE JUNKIE.
Se l'unico passo della Bibbia che conosci è Ezechiele 25:17...sei un MOVIE JUNKIE.
Se sei stufo di prestare dvd ma non riesci a farne a meno "per diffondere il buon cinema"....sei un irrecuperabile MOVIE JUNKIE.
Visualizzazione post con etichetta ip man. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ip man. Mostra tutti i post

domenica 20 aprile 2014

A Pasqua non si ozia, ecco la recensione di The Grandmaster

Proprio l'altro giorno ho acquistato questo film nel mio negozio di fiducia…



Essendo io fan del maestro e praticante stesso di arti marziali non potevo farmi scappare questo ennesimo titolo( i film sul maestro Ip sono quattro escluso quest’ ultimo)me lo sono guardato subito e… che dire, non mi è piaciuto quasi per niente.

Chi ha seguito gli Oscar si ricorderà di questo titolo, infatti era candidato a ben due premi, uno per la miglior fotografia e l’ altro per i migliori costumi.

Il film inizia con uno scontro in strada sotto una pioggia torrenziale tra quello che dovrebbe essere il protagonista e i suoi molteplici avversari. Qui si viene già colpiti da qualcosa di positivo,la fotografia e il gusto delle riprese e della grammatica visiva sono fantastiche(ben meritata quindi la nomination)e saranno così per tutta la durata della pellicola,ma arrivano anche le prime note dolenti…

Perché diavolo tutti sti cinesini vogliono prendere a mazzate il “ protagonista non protagonista?” la riposta è un clamoroso e sonoro BOH!Andando avanti le cose non migliorano, la storia viene sviluppata in modo caotico dando più spazio ad altri personaggi come la figlia del maestro Gong ( Ziyi zhang) ed altri come il “ rasoio”  e il “ cattivo” Massan, usurpatore del nome e dell’ onore della famiglia Gong, il maestro Ip dov’ è?cosa fa? Nulla, passa in secondo piano SEMPRE. Lo si vedrà poco o nulla dall' inizio alla fine del film, infatti l protagonista diventa Ziyi con la sua faida famigliare. Nello sviluppo di questa pellicola altre due cose colpiscono positivamente ora che mi ci soffermo un attimo,la prima è che la maggior parte dei dialoghi è in toni profondi e con grandi richiami alla filosofia orientale, la seconda sono i duelli, i combattimenti, molto curati e non occupano uno spazio eccessivo. Purtroppo basta così.

Il film è lento, noioso, viene dato troppo poco spazio alla caratterizzazione di alcuni dei personaggi( vedi Ip Man  e questo fantomatico uomo detto Rasoio)per quanto mi riguarda, se fosse stata un mostra fotografica invece di un film mi avrebbe impressionato positivamente molto di più, ma aimè non è così. Devo essere sincero però, non sapevo cosa aspettarmi ( più o meno azione, più o meno introspezione ?) però la delusione c’è stata. Ripeto la componente artistica è immensa, infatti personalmente vorrei vedere questa cura in più film e non solo del genere, sarei rimasto soddisfatto se:

1)non fosse compreso il nome di Ip Man
2) se si fossero mantenute le promesse( è stato un film chiacchieratissimo)
3) se non fosse stato eletto come FILM DEFINITIVO SUL KUNG FU!

Io ho detto la mia , voi che mi dite?

martedì 15 aprile 2014

Cinema e arti marziali, connubio che funziona?dipende

Mi trovo quest’oggi a parlare di un specifico ramo del cinema, quello d’azione, nel dettaglio quello incentrato sulle arti marziali…
Di film del genere ce ne sono a bizzeffe, tanti molto conosciuti altri decisamente meno. Ovviamente non tutto il materiale è eccelso e non mi soffermerò a parlare delle “ leggende” del campo come Bruce Lee o Jet Li per esser sincero. Voglio parlare di un film passato un po’ in sordina, almeno per chi il genere in se non se lo fila più che tanto, si intitola Ip Man, è la storia del noto maestro di Wing Chun interpretato da un azzeccatissimo (secondo il mio modesto parere) Donnie Yen. La scena cult che vi propongo è la seguente (chiedo scusa per non averlo trovato in italiano):

 
Il tutto si svolge dopo un combattimento contro non uno, non due, ma ben 10 uomini, ovviamente il primo pensiero è “ecco cadiamo come sempre nell’ esagerazione” la mia risposta è… parzialmente vero, ma non siamo qui per questo. Ciò che accade dopo per me è molto suggestivo, e ogni volta che rivedo la scena in questione qualcosa dentro mi si accende e mi infervora.
Il generale giapponese al termine del combattimento chiede “ qual è il tuo nome?” ci si potrebbe aspettare qualsiasi frase di auto celebrazione da parte del protagonista, o qualche grido di orgoglio da parte dei poveri “ spettatori” cinesi e invece… dopo una pausa per creare un po’ di pathos ecco la risposta “ sono solo un cinese” WOOOW cioè WOOOOW secondo me non poteva esserci risposta migliore per creare tutta una serie di emozioni nel pubblico, non è una risposta banale visto il contesto storico in cui il film si svolge, non è una frase che secondo me ci si poteva facilmente aspettare, in poche parole questa scena oltre alla ficherrime sequenze di combattimento vale l' intero film.

Potrete non essere d’accordo, ben venga dico io! Che si accenda una discussione in merito, in fondo siamo qui per condividere ;-)