Se i tuoi amici non ti sopportano perchè continui a citare frasi tratte da film...sei un MOVIE JUNKIE.
Se il dilemma della giornata è che film guardare o riguardare...sei un MOVIE JUNKIE.
Se metti da parte i soldi per andare al cinema ripetute volte...sei un MOVIE JUNKIE.
Se passi la notte in bianco per guardare gli Oscar..sei un MOVIE JUNKIE.
Se l'unico passo della Bibbia che conosci è Ezechiele 25:17...sei un MOVIE JUNKIE.
Se sei stufo di prestare dvd ma non riesci a farne a meno "per diffondere il buon cinema"....sei un irrecuperabile MOVIE JUNKIE.
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martedì 15 aprile 2014

Cinema e arti marziali, connubio che funziona?dipende

Mi trovo quest’oggi a parlare di un specifico ramo del cinema, quello d’azione, nel dettaglio quello incentrato sulle arti marziali…
Di film del genere ce ne sono a bizzeffe, tanti molto conosciuti altri decisamente meno. Ovviamente non tutto il materiale è eccelso e non mi soffermerò a parlare delle “ leggende” del campo come Bruce Lee o Jet Li per esser sincero. Voglio parlare di un film passato un po’ in sordina, almeno per chi il genere in se non se lo fila più che tanto, si intitola Ip Man, è la storia del noto maestro di Wing Chun interpretato da un azzeccatissimo (secondo il mio modesto parere) Donnie Yen. La scena cult che vi propongo è la seguente (chiedo scusa per non averlo trovato in italiano):

 
Il tutto si svolge dopo un combattimento contro non uno, non due, ma ben 10 uomini, ovviamente il primo pensiero è “ecco cadiamo come sempre nell’ esagerazione” la mia risposta è… parzialmente vero, ma non siamo qui per questo. Ciò che accade dopo per me è molto suggestivo, e ogni volta che rivedo la scena in questione qualcosa dentro mi si accende e mi infervora.
Il generale giapponese al termine del combattimento chiede “ qual è il tuo nome?” ci si potrebbe aspettare qualsiasi frase di auto celebrazione da parte del protagonista, o qualche grido di orgoglio da parte dei poveri “ spettatori” cinesi e invece… dopo una pausa per creare un po’ di pathos ecco la risposta “ sono solo un cinese” WOOOW cioè WOOOOW secondo me non poteva esserci risposta migliore per creare tutta una serie di emozioni nel pubblico, non è una risposta banale visto il contesto storico in cui il film si svolge, non è una frase che secondo me ci si poteva facilmente aspettare, in poche parole questa scena oltre alla ficherrime sequenze di combattimento vale l' intero film.

Potrete non essere d’accordo, ben venga dico io! Che si accenda una discussione in merito, in fondo siamo qui per condividere ;-)

venerdì 28 febbraio 2014

LA SCENA FETICCIO: Can't get enough - American Hustle


Da vera movie junkie voglio condividere con voi un mio problema…a volte mi ossessiono con alcune scene tratte da film. Non nel senso che mi piacciono e basta, quello sarebbe normale. Una volta finita la visione della pellicola in questione ci penso, poi ci ripenso. Vado a letto e il pensiero di una determinata scena ritorna. E non posso farne a meno. La devo riguardare; cerco il video in un modo o nell’altro (dvd, youtube o metodi illegali di cui non vi posso parlare), ma una visione non mi basta e così continuo, over and over again, fino a farne una vera e propria mania.


Ho quindi deciso di inaugurare questa nuova sezione del blog con la mia recente scena feticcio tratta da American Hustle:

Film: American Hustle
Regia: David O'Russell 
Personaggi principali: Rosalyn Rosenfeld (Jennifer Lawrence) e Irving Rosenfeld (Christian Bale)
La frase cult: "sweet and sour, rotten and delicious"



Ho sempre avuto un debole per la simpatica Jennifer Lawrence, ma non era mai entrata a far parte delle mie ossessioni cinefile fino a Silver Linings Playbook (Il Lato Positivo). Con American Hustle ha fatto doppietta e con questa scena lei e Christian Bale mi hanno realmente conquistata. 
Vi chiederete: perchè di un film intricato di oltre due ore proprio questo spezzone? Perchè Jennifer fa la buffona e cade? Ok, fa ridere, ma non è quello il motivo. Ciò che amo di questo filmato è una sorta di genuinità di altri tempi che traspare dalla apparentemente superficiale teoria di Rosalyn "Il top coat (smalto protettivo per le unghie) è profumato ma sa anche di marcio". Lo dice con un' ammiccante ma allo stesso tempo ingenua convinzione, dimostrando una spontaneità fresca e disarmante. Dal mio punto di vista questa frase si può leggere come una metafora del rapporto tra Rosalyn e Irving: anche se in fondo c'è del marcio tra loro, lui non può farne a meno e continua a tornare da lei. E Rosalyn ne è consapevole. La sfacciataggine con la quale fa annusare le proprie unghie agli uomini intenti a fare affare la rende sicura, sensuale e irresistibile. Anche se dopo cade, ma sono dettagli. 
Come dice Irving-Bale con la sua voce sexy (e come dicono i Depeche Mode) I can't get enough.