Se i tuoi amici non ti sopportano perchè continui a citare frasi tratte da film...sei un MOVIE JUNKIE.
Se il dilemma della giornata è che film guardare o riguardare...sei un MOVIE JUNKIE.
Se metti da parte i soldi per andare al cinema ripetute volte...sei un MOVIE JUNKIE.
Se passi la notte in bianco per guardare gli Oscar..sei un MOVIE JUNKIE.
Se l'unico passo della Bibbia che conosci è Ezechiele 25:17...sei un MOVIE JUNKIE.
Se sei stufo di prestare dvd ma non riesci a farne a meno "per diffondere il buon cinema"....sei un irrecuperabile MOVIE JUNKIE.

sabato 13 settembre 2014

Say Hello to my Little Friend: Al Pacino a #Venezia71

Ogni anno arriva quel magico periodo in cui sembra di vivere in un mondo parallelo, per dieci giorni ci si nutre di film e si scambiano (o almeno ci si prova) parole più o meno sensate con attori e registi...in poche parole, si respira aria di cinema. Ma come tutti i sogni, in men che non si dica il mio paese dei balocchi rosso fuoco svanisce...eh già, è passata una settimana e ancora non mi sono ripresa dalla fine della Mostra del Cinema di Venezia.

Voglio ripercorrere con voi, un post alla volta, questa Mostra dal mio personalissimo punto di vista...tra photobomb a Tim Roth, comparsate impreviste di Uma Thurman, film assurdi (talvolta agghiaccianti) e lunghe attese, spesso ricompensate. Mi sembra d'obbligo aprire questo "diario cinefilo" con le mie avventure con Al Pacino!



In primis, devo anticipare il legame che c'è tra me, Al Pacino e la Mostra del Cinema. Alla 61 edizione del Festival Robert Redford presentava Il Mercante di Venezia ed io ero una ragazzina di 14 anni in preda alle crisi ormonali per Colin Farrell, che puntualmente non si presentò al "nostro appuntamento" dietro le transenne delle conferenze al Lido. Con mia bellissima sorpresa (all'epoca non ero informata come ora riguardo agli ospiti attesi) in quei giorni di lunghe attese mi ritrovai davanti due leggende; Robert De Niro (in veste di doppiatore per Shark Tale) e Al Pacino. All'epoca non mi rendevo davvero conto dell'immensità di questi duo personaggi, ma rimasi colpita dalla gentilezza di Pacino nel firmare allegramente il mio misero fogliett con il suo scarabocchio "Al", mentre De Niro sembrò molto schivo e scocciato (sigh).

Con mia grande sorpresa e, finalmente, consapevolezza Al tornò nel 2011 per presentare Wilde Salomé, documentario sull'opera di Oscar Wilde con Jessica Chastain nei panni della controversa principessa. Fu durante quell'edizione che mi portai a casa una grandissima soddisfazione: il dvd di Scarface, uno dei miei film "feticcio" per eccellenza, autografato da Brian De Palma e Al Pacino.


Ma arriviamo ai giorni nostri.... (oddio, quanto mi sento vecchia!)

Il 30 settembre era segnato sul mio calendario come l' AL PACINO DAY, l'attore infatti sarebbe stato alla Mostra con ben due film: Manglehorn (in concorso) di David Gordon Green e The Humbling (fuori concorso) di Barry Levinson. Da giorni ero elettrizzata e i miei compagni cinefili Mostri del Cinema non mi sopportavano più. Ero determinata a fare il possibile per avere degli incontri ravvicinati con il grande Al, ancor più motivata rispetto agli anni prima visto che in più occasioni mi aveva dato grandi soddisfazioni. 
Dopo essermi attrezzata per bene con i dvd de Il Padrino parte II, Serpico e Quel Pomeriggio di un giorno da cani (i miei preferiti!) ha inizio l'epopea: sveglia all'alba, vaporetto poco dopo le 6 del mattino con i controllori ancora in dormiveglia e incontro con gli altri Mostri del Cinema assonnati quanto me. Collasso davanti al red carpet per qualche ora, fino alle notizie da parte dei fotografi riguardo agli orari delle conferenze. Di colpo ci svegliamo, in una sorta di euforia, ci sistemiamo in modo da non sembrare degli zombie e ci appostiamo tatticamente nella zona delle conferenze stampa. L'attesa è infinita e il caldo che tanto aspettavamo nei giorni precedenti si inizia a far sentire proprio in quel momento. L'orario dell'inizio della conferenza si avvicina e passa chiunque, davvero chiunque, ma l'ospite tanto atteso è in ritardo. Ma, quando iniziavamo a perdere forze e speranze, un boato preannuncia il suo arrivo....ed ecco che ci ritroviamo abbagliati dalla comparsa di un paio occhiali da sole specchiati di un blu intenso seguiti da lui, il mitico Al Pacino. La sua presenza illumina il Lido, scherza con i fotografi e saluta i fan, ma si vede che ha fretta. Temendo il peggio e assorta da un raptus di follia urlo a squarciagola, non ricordo nemmeno bene cosa. Al Pacino mi si avvicina, mi prende le guance con la mano e, con un buffo faccione, esclama: "I love you too". Le urla di delirio che potete ben immaginare sono immortalate in questa splendida chicca ripresa da Wall-Yle.




Attimi di dodicenne follia, lo ammetto pubblicamente..Ma cercate di comprendermi. 
Le conferenze di Manglehorn e The Humbling sarebbero durate all'incirca un'ora e mezza perchè Pacino era atteso per un servizio fotografico all'Excelsior e, subito dopo, ci sarebbe stato il red carpet per il film del simpatico David Gordon Green. La decisione più saggia era quella di aspettarlo all'uscita, sperando che si fermasse qualche minuto in più. Direi che le nostre aspettative sono state superate... e questo scatto descrive perfettamente quel meraviglioso momento :)


Al Pacino si è dimostrato disponibilissimo anche durante i red carpet per le premieres dei due film, dimostrando di essere, oltre che un gran attore, anche un vero e proprio gentleman. Molti "divi", a parer mio, dovrebbero prendere esempio da lui.


Il destino, infine, ci ha fatti incontrare un'ultima volta...in una situazione al limite dell'assurdo. Il giorno seguente ci stavamo recando ingenuamente nei bagni dell'Excelsior quando, improvvisamente, sentiamo delle urtla provenire dalla Darsena...scendiamo e ci ritroviamo davanti di nuovo LUI! Purtroppo la situazione era piuttosto caotica e, rimbalzando tra un bodyguard e l'altro, sono riuscita a strappargli solo un ultimo saluto...nella speranza, però, di rincontrarlo al più presto!


Oltre a questi memorabili incontri, ho assistito alla proiezione di The Humbling, che ho trovato deliziosamente brillante e al quale dedicherò uno dei prossimi post.

mercoledì 20 agosto 2014

NEWS: Robert Rodriguez e Frank Miller presenteranno A Dame To Kill For a ROMA!

Lo so che tra di voi c'è chi, come la sottoscritta, ha sofferto guardando queste foto delle premiere di Sin City: A Dame to Kill for, tenutasi ieri al Chinese Theatre di Los Angeles. Se penso che circa un anno fa ero proprio lì non mi consolo per niente.





Non disperiamo del tutto, però! Ecco due belle notizie che renderanno felici gli amanti del genere ;)

Per prima cosa, la lunghissima attesa sta per finire....Il secondo capitolo di Sin City uscirà negli Stati Uniti venerdì e in Italia il 2 ottobre! Avete letto bene, iniziamo a contare i giorni!

La seconda notizia mi ha fatto passare la giornata in un tale stato di eccitazione da fare invidia ad ogni caffeinomane...Robert Rodriguez e Frank Miller saranno a Roma il 14 e 15 settembre per presentare il film alla stampa e ai fan. Ok, ora vado a morire di gioia, nel frattempo vi lascio con il comunicato stampa!


Roma, 18 agosto 2014 -  I registi di Sin City – Una donna per cui uccidere, Robert Rodriguez e Frank Miller saranno a Roma il 14 e il 15 settembre per presentare il loro nuovo film
ispirato allo sbalorditivo graphic novel “Sin City” e incontrare la stampa e i fan italiani.
I registi Robert Rodriguez e Frank Miller tornano a collaborare per portare lo sbalorditivo graphic novel “Sin City” sul grande schermo con “Sin City: Una Donna Per Cui Uccidere”. Tessendo insieme due delle classiche storie di Miller con nuovi racconti, i cittadini più incalliti della città si scontrano con alcuni degli abitanti più famigerati.
“Una Donna Per Cui Uccidere” [A Dame To Kill For]
Anni prima di “Un’abbuffata di morte”, Dwight McCarthy (Josh Brolin) lotta con i suoi demoni interiori  e cerca di mantenere il controllo fino a quando non ritorna il suo primo amore, Ava Lord, che gli chiede aiuto per sfuggire alle grinfie del suo violento marito, il milionario Damien Lord (Marton Csokas) e della sua enorme guardia del corpo Manute (Dennis Haysbert). Tuttavia, un innamorato Dwight scoprirà presto che levere intenzioni di Ava sono più sinistre di quanto sembrino.
“Solo un altro sabato sera” [Just Another Saturday Night]
La sera in cui John Hartigan incontra Nancy in “Quel bastardo giallo”, Marv (Mickey Rourke) riprende conoscenza mentre è sulla statale che domina i Projects, circondato da giovani morti e incapace
di ricordare come ci è arrivato.
“Quella lunga, brutta notte” (storia originale) [The Long Bad Night]
Johnny (Joseph Gordon-Levitt), un presuntuoso giocatore d’azzardo, trucca una missione per sconfiggere al suo stesso gioco il cittadino più malvagio di Sin City. Sfortunatamente se la prende con l’uomo sbagliato e gli eventi prendono una piega peggiore. La sua missione viene in qualche modo deviata quando incontra una  giovane stripper di nome Marcy (Julia Garner).
“La grossa sconfitta” (storia originale) [The Fat Loss]
Ambientata dopo il suicidio di John Hartigan (Bruce Willis) alla fine di “Quel bastardo giallo”, la storia si concentra su una più temprata Nancy Callahan (Jessica Alba) che cerca di superare la sua morte mentre pianifica l’omicidio del Senatore Roark (Powers Boothe).
I REGISTI
FRANK MILLER. Meglio conosciuto per i suoi graphic novel come Ronin, Davil: Rinascita, Il ritorno del Cavaliere Oscuro e 300, Frank Miller torna a co-dirigere Sin City: Una Donna per Cui Uccidere, unendo due delle sue classiche storie con nuovi racconti e capovolgendo i preconcetti di ciò che è possibile realizzare con la regia tradizionale.
ROBERT RODRIGUEZ. Giocando secondo le sue proprie regole, Robert Rodriguez ha ridefinito il concetto di “buon regista”. Nel 2005, ha proposto di trasformare l’opera di Frank Miller nel film Sin City.
Adesso è tornato per continuare quella storia. Ha diretto saghe rivoluzionarie come la Trilogia del Messico, Dal Tramonto all’Alba, The Faculty, Le Avventure di Sharkboy e Lavagirl in 3D, Grindhouse – Planet Terror e Machete.

martedì 12 agosto 2014

Vivere...Vivere può essere un'avventura straordinaria

Quale amaro ritorno per me in redazione...

Ieri si è spento uno dei miei idoli, dei miei attori e interpreti preferiti in assoluto, ormai è notizia condivisa ed è per questo che chiamo voi, miei cari MJ a raccolta per ricordare quel gran personaggio che era,è stato e sempre sarà Robin Williams.

Ho visto molti dei film in cui era o meno il protagonista e tutti mi sono entrati nel cuore.Era un gran personaggio, noi lo ricordiamo in ruoli carichi di quella stana energia che circondavano i suoi personaggi facendoci pendere dalle sue labbra, ma a me piace ricordare anche, quando ospite del Late Show di David Letterman mi faceva letteralmente scompisciare dalle risate per la sua comicità genuina e spontanea.

Come tanti di voi se non tutti,porterò per sempre con me, ben impressi nella mia memoria, alcuni dei personaggi e dei film che ci hanno commosso o divertito fin dalla tenera età, vorrei condividere con voi quelli che sono i miei.

Ovviamente non posso non cominciare se non con quello che per me è il capolavoro assoluto " L'Attimo Fuggente " ( Death Poet Society)



Questo film mi ha stregato, è stato amore a prima vista tanto che in segreto versai anche qualche lacrima.
La sua interpretazione mi spalancò gli occhi sotto diversi aspetti, " rendete straordinaria la vostra vita " sembra una frase fatta , ovvia, ma non lo è per niente, è uno dei consigli più grandi che si possano dare!
Keating è stato non solo un personaggio ma anche un desiderio, chi di voi non hai mai sperato, sognato di avere un insegnante così?.Potrei aggiungere altre mille parole ma sarebbero vane, solo di cornice perché io so di essere capito da voi o miei lettori pertanto lascio che le emozioni vi pervadano e parlino al posto mio.

Altro capolavoro indiscutibile, dove anche li in tenera età ho pianto un po' (eh si sono un pochino emotivo) è stato Hook.

In questo film siamo davanti a un intero cast d'eccellenza e non serve che io inizi ad elencarli tutti.Nonostante le critiche io lo trovo un ottimo film, amo ogni personaggio e ogni dettaglio e detto sinceramente non avrei mai visto nessuno se non il buon Robin nei panni di Peter Pan. La trama è coinvolgente e per niente "fanciullesca" chi ancora non l'avesse visto si affretti a farlo e non ne rimarrà affatto deluso!.

Ne seguono alcuni altri come Will Hunting, L'uomo bicentenario,Mrs.Doubtfire, Jumanji, Good Morning Vietnam, Insomnia...

Anch'io sognavo di avere una Mrs Doubtfire come tata, anch'io sognavo di essere uno dei suoi bimbi sperduti...e chi non avrebbe desiderato un maggiordomo robot o di seguire il suo corso di lettere

Insomma, voi lo conoscete così come lo conosco io e di certo saprete cosa guardare e cosa ricordare, ogni altra parola è superflua ma vi lascio con una frase tratta appunto da Hook che la dice lunga.

"Vivere...Vivere può essere un'avventura straordinaria"

Io spero che la sua vita lo sia stata...riposa in pace Robin, resterai sempre nei nostri cuori di cinefili.


Oneiros

giovedì 10 luglio 2014

Birdman di Iñárritu aprirà la Mostra del Cinema




Habemus film d'apertura alla Mostra del Cinema di Venezia! Meglio tardi che mai, come al solito, ma quest'anno la notizia è così meravigliosa che perdono qualsiasi cosa!

Ad inaugurare la 71 edizione del Festival sarà Birdman del regista messicano Alejandro Gonzalez Iñárritu, a mio parere uno dei più promettenti registi degli ultimi 15 anni. 
 La mia eccitazione è già alle stelle per il regista, tenetevi forte per il cast: Michael Keaton, Edward Norton, Zach Galifianakis, EmmaStone e Naomi Watts. Direi che quest'anno la Mostra di Venezia comincia alla grande...che ne pensate? ;)



Birdman è una black comedy che racconta le vicessitudini di un attore in declino (interpretato da Michael Keaton) dopo aver interpretato in passato un famoso supereroe è ora intento a tornare alla ribalta con uno spettacolo a Broadway.





Dopo aver amato capolavori dalle tematiche crude come Amores Perros, personalmente sono molto curiosa di vedere il regista destreggiarsi in una trama così surreale e sarcastica....io conto i giorni, e voi? :)
Dopo l'anteprima mondiale a Venezia, che si terrà il 27 agosto, il film uscirà nelle sale americane il 17 ottobre e nel resto del mondo nel 2015. Nel frattempo godetevi il primo trailer ufficiale, che personalmente trovo molto suggestivo!


lunedì 7 luglio 2014

My life with Forrest Gump

Vi è mai capitato di sentire qualcosa far parte di voi da sempre, incondizionatamente, senza conoscerne realmente il motivo? Qualcosa che vi rassicura quando vi soffermate a pensarci, che vi porta ricordi nostalgici e vi rincuora al tempo stesso? Una sorta di certezza, ecco. Prendetemi pure per folle, tanto ormai la reputazione l'ho persa da un bel po'... ma per me un buon film, come un fiero compagno di vita, è in grado di trasmettermi  tutto questo. Il primo amore non si scorda mai e, per celebrare i 20 anni dall'uscita, voglio ripercorrere con voi la mia "storia" con Forrest Gump.


"Stupido è chi lo stupido fa" 

Il mio primo approccio con Forrest Gump è piuttosto confuso, ma allo stesso tempo molto forte. Non ricordo esattamente il luogo nè il modo in cui sono arrivata a guardarlo, ero alle elementari quindi probabilmente devono averlo trasmesso alla televisione in prima serata. Io, inconsapevolmente, ne devo essere rimasta incantata, tanto da avere impresse intere sequenze che nella mia mente da bambina non trovavano un vero e proprio senso...ricordo questo ragazzo correre senza una meta, un'intrigante ragazza bionda e musica ipnotica. Queste figure si confondevano tra di loro creando un'immagine magica nella mia testa. All'epoca ricordo che faceva figo dire tra le compagne di quarta elementare: "Ho visto Titanic. Che bello che è Leo, lo amo!", io mi vantavo di aver guardato Forrest Gump e di essere innamorata di lui, venendo puntualmente squadrata dalle principesse di turno. Devo confessare che ovviamente il film non l'avevo proprio seguito e, anche se l'avessi fatto, non c'avrei sicuramente capito granchè.

"La vita è come una scatola di cioccolatini...non sai mai quello che ti capita"

Arrivata alle scuole medie giunge però il momento della resa dei conti...in quegli anni c'era il boom delle videocassette vendute in edicola e mio padre ne comprava più o meno una al giorno dicendo di ognuna "è un filmone, devi vederlo",io puntualmente declinavo, scoraggiata in partenza dalla prolissità dei suoi tentativi di convincimento. Ma ecco che con Forrest qualcosa scatta e mi faccio persuadere subito....dopo la visione ne rimango ammaliata. Molti lo sapranno già, soprattutto chi mi conosce da quel periodo: Forrest Gump è stata la mia prima OSSESSIONE. A casa mia non si poteva guardare nessun altro film, nè tantomeno la tv, figuriamoci! Quel racconto così candido e eroico al tempo stesso non mi stancava mai, riusciva ad infondere in me, una sfigata e timida 12enne, una fortissima sicurezza. 


"E da quel giorno, in qualunque posto andassi, io ci andavo correndo"

Non so se anche voi, quando vi appassionate a qualcosa, siete assetati di conoscere tutto ciò che è inerente ad esso. A me di Forrest Gump affascinava proprio tutto e non esagero se affermo che alcune delle mie più grandi passioni sono nate grazie a questo film.
Durante il primo anno della mia Forrest-Mania mi sono letta il romanzo di Winston Groom dal quale è tratto il film (Alla faccia del Club delle babysitter!), ho acquistato e consumato i cd della colonna sonora e mi sono comprata le Nike che Jenny regala a Forrest. Edizione speciale uscite proprio nel 2002...se questo non è destino! Praticamente le tenevo anche per andare a letto.

Tranquilli, la foto è attuale, non mi tatuavo a 12 anni. Ok degenerata, ma non così tanto :P

Feticcio delle scarpe a parte, grazie a questo film mi sono avvicinata per la prima volta alla musica: in età così giovane mai avrei pensato di conoscere e approfondire artisti come i Creedence Clearwater Revival, The Doors, Lynyrd Skynyrd e Harry Nilsson. Ma soprattutto...grazie al produttivo incontro tra il piccolo Gump e "quel bel giovanotto che chiamavano il re" si scatenò in me la mia seconda OSSESSIONE: Elvis Presley. 


"Non so se ognuno abbia il suo destino o se siamo tutti trasportati in giro a caso come da una brezza... può darsi le due cose, forse capitano nello stesso momento"

Guardare ripetute volte Forrest Gump conoscendone ogni singola battuta a memoria mi aveva inoltre pervasa da un ingenuo patriottismo americano. Chi conosce il film sa che la storia gli Stati Uniti è una sorta di co-protagonista, nel bene e nel male...ma a me quest'America mi aveva catturata da subito. Eccola la mia terza OSSESSIONE, all'epoca l'idillio era forte a tal punto da farmi memorizzare tutti gli Stati Uniti in ordine alfabetico (li ripeto tuttora ad una velocità quasi inquietante).
Tanti anni dopo l'American Dream si è avverato, la passione si è conservata e in qualche modo devo ringraziare questo grande film anche per queste avventure. I piccoli segni del destino si sono visti, sia nel mio viaggio a New York che in quello in California....ed ecco come Forrest Gump, in un modo o nell'altro, è sempre stato al mio fianco ;)

Da notare la mia espressione alla Forrest con il gambero di Bubba, la spilla "Stupid is as stupid does" e i cioccolatini



Dopo così tanti anni...finalmente insieme :)

Non m'importa che abbia ricevuto critiche di ogni genere, che sia il manifesto o no di un determinato tipo di cinema o che gli Oscar siano immeritati...per me Forrest Gump avrà sempre un posto speciale nel mio cuore da cinefila. Ah, un'ultima cosa: VI PREGO VI SUPPLICO NON FATE UN SEQUEL.


"E non ho altro da dire su questa faccenda"


domenica 6 luglio 2014

Riflessioni di celluloide: La mia classe

Scusate l'assenza, la vostra Movie Junkie si è dovuta astenere per un periodo causa concerto dei Rolling Stones e tatuaggio fresco fresco...ma eccomi ritornata, pronta per introdurre un nuovo topic: voglio condividere con voi alcuni film che mi hanno fatto riflettere, in un modo o nell'altro, su questioni inerenti le problematiche che ci circondano. Di film che trattano tematiche di attualità se ne sfornano continuamente, io cercherò di proporvi i titoli che mi hanno colpito, sia per il registro stilistico che sotto l'aspetto emotivo...spero di non cadere nella banalità e di invogliarvi a scoprire qualche pellicola che talvolta può essere passata in sordina ;) 


Titolo: La mia classe
Regia: Daniele Gaglianone
Cast: Valerio Mastandrea
Anno:2013



Un gruppo di immigrati extracomunitari assiste entusiasta alle lezioni del corso di italiano, dove hanno la possibilità di aprirsi davanti alla classe e al maestro raccontando esperienze, pensieri e incertezze. Una classe particolare, diversa, non solo per l’età adulta e la provenienza degli alunni, ma per il fatto che ciò a cui si assiste è una finta lezione all’interno di un set cinematografico. L’intento è quello di girare un finto-documentario; come da routine, compaiono in campo il regista Daniele Gaglianone, i fonici e si ripetono alcune scene nel making of. Il maestro-attore Valerio Mastandrea impersonifica i valori di un professore equo e comprensivo di fronte alle difficili situazioni degli immigrati. Ci si chiede, però, fino a che punto si rimanga dentro le barriere della finzione; gli attori-studenti parlano liberamente, scherzano e si commuovono, condividono con la telecamera un pezzetto della loro vita, portando il film ad una dimensione reale. Ma quando scade il permesso di soggiorno di uno degli studenti extracomunitari, obbligandolo  all’espatrio, la continuazione delle riprese viene sconvolta e viene messa in discussione la credibilità del progetto stesso.

La mia classe di Gaglianone si potrebbe definire come un “esperimento sociale”, un tentativo di rappresentare la doppia faccia del discusso tema dell’integrazione. Il registro naturale e diretto cattura e rende partecipe lo spettatore in questo film coraggioso e spiazzante, che lascia spazio ad una riflessione: a volte la realtà è talmente cinica da superare la finzione.


domenica 15 giugno 2014

Recensione: The Zero Theorem, cyber-stress del futuro

Titolo: The Zero Theorem
Regia: Terry Gilliam
Cast: Christoph Waltz, Melanie Thierry, Mattg Damon, Tilda Swinton
Anno:2013


Terry Gilliam si può considerare in parte colpevole della mia dipendenza da cinematografo. Quando ero piccola mio padre mi ossessionava con la visione in videocassetta di "La leggenda del re pescatore", alla quale io acconsentivo ogni volta, assuefatta da una narrazione così energica e innovativa. Crescendo ho potuto apprezzare in pieno l'opera di questo  visionario artista, che ho avuto la fortuna di incontrare due volte a Venezia: nel 2005 per la presentazione di The Brothers Grimm e nel 2013 per The Zero Theorem. Quest'ultimo incontro con il regista è stato alquanto goliardico, ha proprio animato la passerella con le sue battute nonsense...sembrava divertirsi anche più di noi! Poi me ne vado a casa, apro facebook e mi trovo questo:


(Sì, la bionda di cui parla sono proprio io. Come posso non adorarlo?)

Umorismo alla Gilliam a parte, ecco cosa ne penso del suo ultimo lavoro...purtroppo non mi ha del tutto entusiasmata, forse perchè dopo l'avanguardia di Brazil (e parliamo del 1985!) il paragone viene quasi spontaneo...



Proiettatevi in un futuro dall'ambientazione cyber-punk, immaginate personaggi caricaturati e volutamente sopra le righe, il tutto accompagnato da una malincolica cover di Creep...benissimo, ora potete contestualizzare The Zero Theorem. Quoen Leth lavora come programmatore in una bizzarra società del futuro, dove ha a che fare continuamente con computer e strane fialette colorate. La sua condizione è alienante e Quoen vive nella costante angoscia di perdersi una misteriosa telefonata, che dovrebbe illuminarlo riguardo al suo scopo nella vita. Vista la sua irrequietezza, Quoen ottiene il permesso di lavorare da casa, ma presto viene convocato dal supremo capo dei capi, “Management”, il quale gli impone di scoprire la formula matematica che racchiude il senso della vita. Quoen si segrega nella sua abitazione, una simil chiesa dimessa in contrasto con il coloratissimo mondo pop che lo circonda, intento a decifrare l’enigma senza soluzione. Il protagonista, sempre più estraniato e vicino all’esaurimento nervoso, trova conforto solamente nelle sedute psichiatriche on-line e negli incontri cyber-erotici con la bella Bainsley, con la quale è capace di “evadere” in un fittizio mondo parallelo. Attraverso ambientazioni e personaggi surreali, Terry Gilliam vuole porre l’accento sulla condizione dell’individuo nella società contemporanea, sempre più vicina al futuro antiutopistico che ritrae nei suoi lavori; l’inarrestabile espansione della tecnologia è in grado di controllare le nostre vite e, allo stesso tempo, di renderci dipendenti da essa. Nonostante qualche spunto originale (il tocco magico di Gilliam non passa inosservato), The Zero Theorem eccede a tal punto da diventare ridondante, si attorciglia su se stesso e si perde, cadendo sulla banalità. Il contesto fantascientifico, kitsch  e grottesco, appare ormai datato e fa perdere di vista l’obiettivo del film,  quel “senso” che né Quoen, né lo spettatore riescono a capire e che lascia l’amaro in bocca alla fine della visione. 

VOTO MOVIE JUNKIES: 6/10